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Mentre sono qui scrutatore per il rinnovo del consiglio del Circolo, in questa bella domenica di novembre della nostra Italia ormai subtropicale, mi godo la mia gioia misurata dovuta alle dimissioni più lente nella storia della Repubblica.
Certo, fossi stata a Roma avrei gioito e forse sputato e lanciato monetine. D'altra parte siamo in democrazia, il linciaggio lo riserviamo ai dittatori.
Non so se da qui a poche ore nascerà un governo Monti oppure se andremo alle urne col Porcellum, in questo momento non mi importa, ci penserò domani. Oggi voglio scrivere questo coccodrillo con la speranza che diventi a breve un coccodrillo vero.
Non temete, il nostro politicamente è morto e sepolto. L'hanno sepolto l'Europa ed i suoi, “costretti” a seguire i dettami di Bruxelles su quello che era diventato ormai un problema personale.
Non potrà più uscire dalla cripta. Troppo vecchio, troppo rincoglionito, troppo ridicolo. Senza il suo bel titolo di Presidente non fa più paura a nessuno.
Se poi la decisione da parte degli uomini del Pdl sia stata presa per liberarsi da una falsa riconoscenza, per motivazioni opportunistiche oppure per sincero senso dello Stato non è che mi importi poi molto. Anzi, niente.
Come non mi importa di sapere se esiste o meno il complotto internazionale contro di noi. Per carità, magari un po', ma direi che in ogni modo è male voluto.
Adesso voglio solo celebrare la morte sua e del Berlusconismo. La morte della politica pro o contro di lui, e del ragionamento opposto ma conseguente del non possiamo essere solo contro, Dobbiamo Pensare Alle Idee. La morte dell'anomalia dovuta al possesso da parte del premier tutti i mezzi di informazione (il Conflitto d'Interessi!!!), la morte della compravendita della fedeltà dei deputati, la morte dell'ostentazione della mediocrità, dell'arroganza, della furbizia, della disonestà come fossero status symbol. La morte delle ministre veline, delle battute pecorecce, delle orge scortate dai Carabinieri, del tifo calcistico fatto politica.
Non so se ci stiamo avviando verso una lenta guarigione o verso addirittura qualcosa di peggio.
Le ferite sono profonde ed indietro non torneremo. Non avremo più i bei tempi (?) dello gnocco fritto alla festa di Bologna, delle folle oceaniche di bandiere con falce e martello. Di un mafioso capo del Governo, di un camorrista ministro dell'Interno e di un mariuolo alla Sanità. Dei governi balneari, delle pensioni baby, di Gladio, delle stragi di Stato, dei borghesi piccoli piccoli.
Una delle sinistre che fu fra le più forti d'Europa è ridotta ad una larva. Uno dei partiti più pericolosi, xenofobi, qualunquisti, arraffoni mai concepiti è il nuovo difensore degli operai. I giudici ed i Pm, che come tutti i giudici e Pm hanno ovviamente simpatie liberarl fasciste, si atteggiano a nuovi Guevara. I movimenti pacifisti, ambientalisti, della sinistra solidale e del volontariato non sono neanche rappresentati in Parlamento. L'elettorato cattolico non ha un referente politico. Porta a porta ormai fa pensare solo a Vespa, non ai volantini né tantomeno al ciclostile. Siamo cambiati. Ci ha cambiati la storia, certo, ma ci ha cambiati anche lui.
Con i suoi soldi ed il suo potere, con i suoi professionisti dell'immaginario collettivo.
Me lo ricordo il discorso della discesa in campo. Fu veramente una doccia fredda per chi come me già vedeva un monocolore PDS dopo tangentopoli.
No, veramente. Sarà che ero giovane e sognatrice ma il tramonto del pentapartito per manifesta delinquenza per me non poteva che significare l'inizio di una stagione di rinnovamento, di legalità, di solidarietà e giustizia sociale. Una specie di riscossa degli oppressi mediante il trionfo elettorale dei partiti di sinistra. Gli italiani non potevano non pensarla come me. Ed invece l'Unto del Signore andò a colmare il vuoto politico lasciato dai ladri. E vinse.
La mattina dopo le elezioni del 1994 piansi. Piansi nel letto appena sveglia per colpa un'Italia credulona che si era buttata allegramente fra le braccia di un delinquente ancora peggiore di quelli appena arrestati. Alleato dei fascisti e della Lega.
Ho cambiato due case da allora. Ho un lavoro ed un marito ed ho smesso di andare in piazza con la bandiera con la falce ed il martello. Ma se ci ripenso piangerei le stesse lacrime di allora.
Non ci ha fatto bene quest'uomo. Non alla società, non all'economia, non alla cultura. A niente.
Non so dove saremmo adesso senza di lui. Ma so immaginare mille mondi migliori di questo.
Forse sono ancora troppo ingenua ma credo che a questo punto dovremmo ripartire da qui. Da un qualcosa che non facciamo più da troppo tempo ma che dovremmo ancora essere capaci di fare.
Dovremmo tutti cominciare a sognare.
Poi si vedrà. Read 4 Comments... >> |