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Mi trovo per ragioni inerenti al mio lavoro, e di vocazione soprattutto, a valutare ogni giorno, moltissime immagini di ogni tipologia. Da questo potrebbero partire una notevole quantità di discussioni, più o meno specifiche, riguardanti la bellezza, l'estetica, l'etica dell'immagine. Ciò su cui mi voglio soffermare stavolta è la totale assenza di gusto estetico nella maggior parte dei fruitori delle immagini stesse. La lettura dell'immagine richiede conoscenza, come ogni altra lettura competente e cognitivamente interessante. Se da un lato esistono un gran numero di soggetti capacissimi di produrre immagini di elevata qualità, dall'altro, soltanto una ristretta cerchia di persone è in grado di capire l'immagine che ha davanti producendo un pensiero critico evoluto. Frequentando i social network spesso mi trovo a osservare foto inconsistenti, o peggio tecnicamente errate, o peggio ancora dalla composizione scorretta o evanescente o banale, che risultano invece osannate e commentate come "foto formidabili" da centinaia di lettori. Tutto ciò mi disturba, perchè credo fermamente nella necessità di lettura del bello da parte di un numero più ampio possibile di persone, e perchè, nondimeno, scambiare brutte immagini per capolavori appiattisce il gusto estetico e lo inganna. Si arriva così a ritenere bello il brutto, il banale, il già visto, il niente di nuovo sotto il sole (di solito al tramonto), e si smette di pensare. Da lì è un passo. Inoltre, la mia realtà lavorativa ne risulta molto danneggiata. La fotografia, già arte minore, che forse mai saprà ottenere il posto che le spetterebbe tra le grandi arti, ne risulta ulteriormente svilita. Questa incapacità visiva dominante, non è necessariamente una colpa, ma può essere per esempio una conseguenza della freneticità con la quale centinaia di immagini ci vengono proposte ogni giorno sotto le forme più disparate e sempre comunque nella fretta del vivere quotidiano. Basti pensare alla quantità di immagini che si percepiscono sfogliando una qualunque rivista. Non si tratta dunque di colpevole negligenza, ma magari di poca applicazione o superficiale interesse. Tutto ciò, come dico sempre ai miei allievi, si può combattere. Formarsi una coscienza critica visiva è possibile. Vi consiglio due metodi. Il primo richiede pazienza e dedizione. Sapersi fermare di fronte ad alcune delle immagini che vi vengono proposte quotidianamente e farsene un'idea. Non macinare tutto come voraci robot che aspettano solo che venga sera per coricarsi, ma "pensare alla bellezza". Con lentezza. Questo fa molto bene. Secondo metodo, complementare al primo e non meno importante, leggere molto e bene. Leggere molto in questo caso significa leggere molte immagini e bene significa leggere le immagini dei grandi fotografi. Sfogliare libri di fotografia, acquistare libri di fotografia. Vedere cosa i grandi hanno saputo fare. Andare alle mostre, poco pubblicizzate ma sempre molto presenti sul territorio nazionale. Andare anche alle mostre di pittura, o altro. Osservare l'arte. Fa molto bene anche all'umore, e rende migliori, interiormente e socialmente. Come un buon libro, fa del bene, e può far imparare molto, così una buona fotografia fa bene e insegna cose che non potreste mai immaginare. Read 5 Comments... >> |