| Millo è morto |
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| Millo |
| Scritto da Beatrice |
| Lunedì 23 Novembre 2009 18:27 |
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Annus Horribilis. Questo 2009, nonostante io sia una persona che ha sempre sofferto molto, è senz'altro uno degli anni più brutti di tutta la mia vita. Merita senz'altro la "top three". All'inizio dell'anno una perdita dolorosissima, dalle cui conseguenze non credo riuscirò mai a uscire del tutto. Avevo talmente creduto in un'amicizia che per me non era possibile neanche contemplare la possibilità che potesse finire. Ma, probabilmente sbagliavo, perché niente non può finire, e niente merita tutto il fiume di dolore che mi ha travolta. Ho passato dei mesi infernali. Mi è venuto il primo capello bianco. Ho smesso di creare le mie immagini. Ho trascurato me stessa e gli altri. Ho viaggiato molto per dimenticare, ma quella scia di dolore profonda, intensa, inattesa, non mi lasciava mai, andassi anche in capo al mondo. Ce l'ho fatta. Sono andata avanti. Niente e nessuno meritano tutto questo, soprattutto se quel qualcosa e quel qualcuno erano solo mie costruzioni mentali, non erano affetto, non erano amicizia, non erano niente. Non erano niente di sicuro perché se una persona decide che la sua vita è meglio senza di te, piuttosto che con te, vuol dire che tu, che credevi di essere qualcosa, invece no, non sei niente. Non essere niente è molto brutto. Tutti mi hanno detto che è stato meglio così, perché si vedeva benissimo che quella persona non mi voleva bene. Ma io non lo volevo vedere, e non lo vedevo, anche di fronte all'evidenza. Adesso ho imparato: ho un cuore di pietra. Non voglio più nessuno, non voglio più soffrire, non voglio più amici, non voglio niente. E scappo di fronte alla gente bella e nuova, e anche di fronte agli amici di sempre. Ho tuttora tanti incubi, le poche volte che riesco a prendere sonno. Ieri sera è morto il mio cane ed io, nel paio d'ore che sono riuscita a dormire, ho sognato di nuovo quell'amica che mi abbandonava. Dolore risveglia dolore.
Annus Horribilis. Ieri sera io e e la mia famiglia abbiamo deciso di far abbattere il mio cane Millo. Era nato il 16 novembre 1996. Andai a prenderlo a fine dicembre, subito dopo Natale, ed era piccolo, grassottello, terroso. Lo avvolsi in una copertina e tentai di fargli mangiare un biscotto, ma non lo volle. Si agitava in auto. Lui voleva solo la sua mamma, la Fanny, che era un husky meraviglioso e che per me voleva dire tanto (un'altra storia difficile della mia vita). Così, lo portai in casa e lo mettemmo in una cuccia che aveva preparato mio padre per il suo arrivo. Ma la cuccia era fredda e lui tremava. Io e mia madre lo guardavamo dalla finestra, e dopo pochi minuti decidemmo di portarlo in casa. Cominciò a comandare lui da quel momento. All'inizio fu tutto molto difficile. L'isteria che ha sempre pervaso casa mia mi ha costretta a duri scontri con mio padre e mia madre. Io avevo voluto il cane e tutto quello che faceva di male, poverino, era un piccolo cucciolo che doveva imparare tutto, era sempre e comunque colpa mia. E non è così leggero sentire tutta quella colpa inferta addosso. Una mattina, in cui tutti ci eravamo alzati per andare chi a scuola, chi al lavoro, chi all'università, ne combinò un'altra. Mia madre dette in escandescenze e mi riempì di brutte parole. Nel freddo pungente dei primi giorni di gennaio, mi sedetti fuori casa, alle sette di mattina, in pigiama, con il cane sulle gambe, e lo stringevo tremando forte forte e gli dicevo che lo avrei protetto io e non lo avrei abbandonato mai e poi mai e poi mai. Mi ha accompagnata in tutti questi anni. Per tredici anni. Era un cane particolare, non facile. Era irrequieto, disubbidiente e nervoso. Ma era anche affettuosissimo con tutti (o quasi), e mi venerava, perché sapeva che ero io quella che lo aveva voluto. Sapeva di essere mio. Tutte le volte che uscivo, anche per cinque minuti, mi salutava come se fosse per sempre. Quando tornavo, mi accoglieva come se fossi stata via mille anni. Era giocoso, forte, aveva un bel fisico, anche se con tutto quel testone, forse avrebbe dovuto essere un pochino più alto. Tutte le persone che incontravo quando lo portavo fuori lo guardavano, e gli facevano i complimenti. Era come quando passa una bella donna, e tutti gli uomini si girano. Millo faceva girare tutti. Le persone che incontravo, con cani blasonati e di razza, mi dicevano che era un cane bellissimo. Era bellissimo, aveva due occhi azzurri da pazzo, le orecchie di velluto ed un tartufo simpaticissimo. Era biondo, fulvo, un po' bianco e un po' nero. Era il mio primo cane. E' e sarà il mio unico cane. Gli piaceva correre da impazzire. E allora, qualche volta, anni fa, anche se a casa aveva a disposizione un bel giardino, lo portavo in campagna, per lasciarlo libero. In quelle occasioni diventava matto, più del solito. Galoppava in mezzo all'erba alta, e faceva dei salti altissimi e agili, sembrando un grosso coniglio felice. Mi ricordo che una volta corse talmente tanto che dal poggio dove eravamo, io e Massimo lo vedemmo in lontananza in cima al poggio accanto, ed era lontano lontano e piccolo come un puntino. Io ero in apprensione perché quel terreno, che era dell'uomo che allora era un ragazzo ed era uno dei miei migliori amici, e che poi divenne l'uomo della mia vita, qualsiasi cosa succeda l'uomo della mia vita, non era un terreno chiuso da recinti, ed ebbi paura che Millo se ne andasse via chissà dove. Allora Massimo fece un fischio di quelli che fanno gli uomini con le dita, ed io iniziai a chiamare "Miloooooo, Millloooooo…" e vidi quel puntino che galoppava felice, e via via si riavvicinava, diventava più visibile, più grande, fino a essere lì vicino a me, e mi saltò addosso con un salto allegro e potente. Mi rotolavo in terra con lui. Non credo di aver mai sentito così tanto di essere vicina alla libertà se non al suo fianco, quando uscivo di casa e lo portavo a spasso. La libertà l'ho sentita solo con lui al mio fianco. Giocavo con lui. Correvo con lui. Non si stancava mai. Beveva allo scroscio dell'acqua della fontana. Adorava sopra ogni altra cosa la pizza ed il gelato, proprio come me. Ho millemila ricordi. Dovrei stare tutto il giorno a scrivere per spiegare cosa provo adesso. Ieri sera ha pianto persino mio padre, che non ha mai pianto, con tutte le tragedie che ci hanno travolto, non ha mai pianto. Il veterinario è stato di grande umanità. Molto educato, e discreto. Vedere Millo, piano piano addormentarsi, dopo un calmante, prima dell'anestesia, e prima della puntura letale, è stato terribile. Ma io volevo, dovevo esserci. Lui, quel poco che riusciva a capire, o a vedere, voglio che abbia avuto la percezione, che noi, che lo abbiamo amato sopra ogni altra cosa, c'eravamo tutti, e lui chiudendo gli occhi, voglio che ci abbia visto lì, vicino a lui. Tutto è stato molto rapido. Siamo usciti poco dopo con un sacco nero. Quello è tutto ciò che è rimasto. Prima di andare via da casa, l'ho guardato un'ultima volta, dentro quel sacco nero. Era già diventato piccolissimo. Non è rimasto niente, se non quel povero mucchietto di ossa malate.
Ragazzi, amici, Francesca, amore mio, se avete bisogno di qualcosa, se volete qualcosa da me, se volete dirmi qualcosa, fatelo adesso, perché io non so quanto ancora riuscirò a resistere a tutto questo. Scusatemi.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Novembre 2009 18:49 |



Comments
Un abbraccio
non che questo sia consolatorio, ma è per dirti che siamo capaci, pur faticosamente, di incasellarli e di tornare ad uscire di casa.
poi, e magari questo può essere un pochino consolatorio, sappi che stiamo tutti soffrendo insieme a te. chi non l'ha conosciuto, per quello che hai scritto. chi l'ha conosciuto ed amato, per te e perchè ci manca.
spero comunque che un giorno tu possa riavere un cane. perchè è uno dei regali più grandi che ti può dare la vita. e lo so che lo sai.
TVB Cami.
Se viaggiare ti aiuta, pensa che qui a Londra hai una casa che ti può ospitare (per dettagli, la mail è sempre quella.)
Sto piangendo davanti al portatile per un cane che non ho conosciuto e che purtroppo non conoscero', sto piangendo per un cane sconosciuto in un modo in cui non ho mai pianto per una persona nota.
Ti stringo forte.
Un abbraccio forte :*
ti abbraccio forte forte
non scappare via