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Molteplici percorsi mentali mi hanno portato ad aprire questo nuovo tumblr. Le mie fotografie prendono vita anche perchè gli altri le possano vedere, ed è troppo tempo ormai che gli unici a vedere le mie foto sono sposi, sì entusiasti, ma spettatori di foto ai cui canoni, seppur reinterpretandoli personalmente, devo sottostare. Mi manca la fotografia liberamente mia. La fotografia è racconto, e non può essere del tutto piegata su se stessa, deve aprirsi al mondo. Vi è un dovere quasi morale in questo. Nel continuo tentativo di trovare il tempo di preparare un sito da fotografa professionista, mi sono persa dietro a dei lavori che devo terminare. Anche alcune delle lettrici di questo blog aspettano la fine di parte di quei lavori. Ci siamo quasi, sarò a voi a breve. Per il resto, se vi va, seguite questo nuovo progetto, nel quale tento di spiegare ciò che ho fino ad oggi "custodito gelosamente dentro di me", e cioè il mio viaggio americano. Non ho fotografato molto, e devo dire che adesso me ne dispiaccio. Sempre più urgente è dunque la voglia di tornare. Ci stiamo già attrezzando. Nel frattempo, spero godiate le mie fotografie e vi riabituiate ad avere un appuntamento visivo con me. E' da molto tempo che non vi propongo le mie immagini. Spero siano sempre all'altezza delle vostre aspettative. Sono maturata, e credo che siano migliori di un tempo, ma questo è ovviamente del tutto sindacabile. La mia America dunque. La mia America è un luogo mitico, mitologico persino, popolato da personaggi interessantissimi (non ho mai così tanto fotografato immagini di reportage come in questo viaggio), ricco di angoli squallidi, di eccessi, di stelle e strisce, di edifici spaventosamente belli, di incongruenze, di luci, di ombre, di volti, di mondi. Ma a parole non so spiegarlo bene quanto riesco con le immagini. Il tumblr in questione porta un nome di persona. Auggie Wren. Auggie è un personaggio molto speciale per me. E se vogliamo dirla tutta è anche un fotografo, molto particolare, a dire il vero, ma comunque fotografo. Nella vita Auggie vende tabacco. La storia della sua macchinetta fotografica, che peraltro anch'io posseggo ed è stato un naturale lascito di un mio zio di cui già spesso ho scritto, è davvero straordinaria. E' il racconto di Natale di Auggie Wren, una storia davvero speciale. Una delle più dolci storie di Natale che abbiate mai sentito.
[...] "She probably died."
"Yeah, probably."
"Which means that she spent her last Christmas with you."
"I guess so. I never thought of it that way."
"It was a good deed, Auggie. It was a nice thing you did for her."
"I lied to her, and then I stole from her. I don't see how you can call that a good deed."
"You made her happy. And the camera was stolen anyway. It's not as if the person you took it from really owned it."
"Anything for art, eh, Paul?"
"I wouldn't say that. But at least you put the camera to good use."
"And now you've got your Christmas story, don't you?"
"Yes," I said. "I suppose I do." [...]
Una storia di Paul Auster. Consiglio a tutti quelli che non l'hanno fatto ancora di vedere un film di parecchi anni fa, Smoke, pellicola diretta da Wayne Wang nel 1995. Lì troverete August Wren, lo scrittore Paul, ed un bel numero di altri personaggi strampalati. Lì troverete la New York che mi fa impazzire. Se vi è piaciuto proseguite con "Blue in the face" una specie di sequel ancora più stravagante, che vale molto, non fosse altro che per gli interventi di Lou Reed. E a Lou Reed pensavo quando ho assegnato l'URL al nuovo tumblr. Insomma, viva Auggie Wren, viva Paul Auster, viva Harvey Keitel e William Hurt, viva Lou Reed, viva l'America vista da dietro il mio obiettivo.
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